Pubblicato sulla Gazzetta dello Sport il giorno 2 gennaio, per “Il fatto del giorno”, 5 domande e 5 risposte sull’ecopass introdotto nella città di Milano:
“il sistema [...] è solo un primo passo nella scelta che a un certo punto risulterà inevitabile: l’abolizione della macchina in città, intendendo per “città” tutta l’area urbana e non solo i centri storici. Risulta sempre più chiaro, infatti, che l’automobile è un mezzo sorpassato, illogico e dai costi sempre meno sostenibili. C’è il problema dell’inquinamento e c’è il problema dello spazio che le macchine occupano materialmente (tra il 40 e il 60% di tutta l’area urbana). Pensi un po’, ogni istante, su 10 auto, 9 sono in sosta. Noi teniamo una macchina per adoperarla in media solo due ore al giorno, compresi i 25 minuti per trovare parcheggio. Le macchine hanno in genere quattro posti, ma noi ne utilizziamo appena 1,2. E tutto questo per procedere a una media di 9-16 chilometri l’ora. Non è insensato?”
La risposta a questo dilemma dell’autore dell’articolo la troviamo nella pagina successiva del giornale, nello spazio “Formichine” che riprende una frase del giornalista Gianni Mura :
“La bici non è arrogante, non è pericolosa, non inquina l’aria, non produce rumori molesti, non lampeggia, non suona il clacson, non parcheggia in seconda fila, non fa il pieno di benzina o di gasolio, non spara musica a tutto volume”.

