Nelle città migliori non si usa l’auto e ci sono meno obesi
20 Febbraio 2008 di ciclosofo
Spero che la notizia non vi sia sfuggita: il professor Philip James, docente della London School of Hygiene e a capo dell’International Obesity Task Force, parlando ad un convegno a Boston, ha voluto sottolineare come l’attuale concezione degli ambienti in cui viviamo favorisce l’insorgere di problemi di obesità. Secondo il professor James, infatti, sarebbe ingenuo e semplicistico chiedere ai singoli di perdere peso impegnandosi a compiere scelte salutistiche individuali, mangiando meglio e facendo esercizio fisico, quando l’ambiente circostante incoraggia l’inattività.
La notizia, riportata dal Times di Londra, è stata ripresa anche dai nostri principali quotidiani, come Il Corriere della Sera e La Repubblica.
Sotto accusa finisce il sistema di progettazione degli spazi urbani, concepiti come ambienti obesogenici, in cui l’intero sistema dei trasporti ruota attorno alle automobili, invece di favorire gli spostamenti a piedi, in bici o il trasporto pubblico. E questo, stando agli studi del professor James, comporterebbe un aumento dei casi di obesità.
Insieme al sistema di trasporto, bisogna dirlo, il professore punta il dito anche contro gli stili di vita sedentari, di chi passa ore in ufficio per poi tornare a casa in auto, prende l’ascensore e si mette sul divano a guardare la televisione.
Il professor James ha indicato un esempio di slim city (città magra), che aiuta a tenere in forma i suoi abitanti: Oslo, la capitale della Norvegia, è progettata per scoraggiare l’uso dell’automobile e favorire gli spostamenti a piedi o in bicicletta.
Ma anche le situazioni urbane olandesi o danesi sono, secondo lo studioso, ottimi esempi da seguire, tant’è che il 60% degli spostamenti degli olandesi al di sopra dei 60 anni avviene in bicicletta e solo il 10% degli olandesi tra i 20 e i 60 anni manifesta problemi di peso. In Gran Bretagna, invece, gli obesi sono il 25% della popolazione al di sopra dei 16 anni.
Quanti professor James dovranno portare ancora i risultati dei propri studi per convincere che non vale la pena preferire l’automobile negli spostamenti urbani?
E tutti noi perché non chiediamo a gran voce ai nostri politici, locali e nazionali, di seguire gli esempi migliori e ridisegnare le nostre città a misura d’uomo e non di automobile?


Caro Ciclosofo,
In qualità di amico ciclista, ti prego di venire a gettare un occhio al mio blog.
Dopo un post in cui ho avuto il coraggio di dire la mia in merito ai SUV e ai loro conducenti, mi sono ritrovato nel mirino della Federazione Italiana Fuoristradisti. I suoi aderenti puntualmente visitano il mio blog e mi ricoprono di ingiurie e di minacce (anche di morte).
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http://forum.fuoristrada.it/messages/9/263213.html
e, ciliegina sulla torta:
http://forum.fuoristrada.it/messages/9/263432.html
Sono perfettamente cosciente di essere andato per primo sul pesante e di avere provocato una reazione, ma non credi che qui si stia esagerando? Lasciami un saluto per presa visione.
Cordialmente,
Cuoredicane.
[...] post mi è stato offerto da un lettore, cuoredicane, il quale, commentando il post precedente sulle slim city, mi ha messo al corrente di una situazione di tensione che si è venuta a creare tra lui e alcuni [...]