Chi pedala a Capodanno…

Ho sempre fatto mio il detto che chi fa una cosa al primo dell’anno, la fa per tutto l’anno.

Cerco anche di prenderlo alla lettera, anche se non ho mai avuto una dimostrazione reale che la cosa vada effettivamente così.

Non so se chi l’ha detto avesse la sapienza dei nostri antenati o se è solo un’espressione felice venuta a qualcuno e tramandata con fortuna di bocca in bocca.

In ogni caso, quando arriva il primo giorno di gennaio, cerco di fare delle attività che so che potrei rifare con fatica nei successivi 364 (o 365, in quest’anno bisestile) giorni che mi condurranno all’anno successivo.

Il primo sole dell'anno si alza sul mio paese

Il mio “mantra,” negli ultimi anni, è stato quello di pedalare e di correre a Capodanno. Chi pedala o corre il primo giorno dell’anno, lo farà per tutto anno.

Cerco insomma di crearmi un buon auspicio, visto che per me stare in movimento è un’attività fondamentale, quasi come l’aria che respiro.

Il fatto di pedalare oggi ha avuto un significato particolare, perché il mio rapporto con le due ruote nell’ultimo anno è cambiato: da mezzo utilizzato preminentemente per i miei spostamenti, è diventato un veicolo da usare sporadicamente.

Avendo cambiato residenza, infatti, non mi è più conveniente spostarmi in bicicletta per andare al lavoro, con mio grande rammarico, ma per la mia incolumità: ora infatti dovrei percorrere la via Emilia, strada sempre trafficata in qualsiasi orario della giornata.

L’ho ripresa in mano dopo parecchio tempo, la mia bicicletta da città, che giace ormai quasi abbandonata nel box di casa mia.

Impolverata, con le ruote non gonfiate al meglio, ho voluto riprenderla stamattina per fare un mini giro celebrativo del Capodanno, pochi chilometri per fare ancora una volta mio l’auspicio di un anno in cui possa pedalare spesso.

Il 2011, oltre a questo cambiamento della mia vita, mi ha fatto vedere le due ruote in una maniera ancora diversa. Mezzo per eccellenza della mobilità sostenibile, compagna di viaggio nelle mie scorribande cittadine, fedele amica insieme con il mio cane nei miei giri in campagna, ora mi rendo conto che in fondo per me la bicicletta è sempre stata una possibilità in più che ho avuto nella mia vita per spostarmi.

Nella mia vacanza africana dell’anno scorso, raccontata su queste pagine, ho capito invece come possa essere in quella terra lontana come IL mezzo di spostamento per eccellenza. Quella esperienza mi ha aperto gli occhi e ho notato come anche sulle strade della nostra Italia, per molte persone che non si possono permettere altri veicoli, la bicicletta sia diventata fondamentale nella loro vita.

Così mi sono ritrovato spesso a osservare con curiosità e quasi vergognandomi, altre persone, quasi sempre immigrati nella nostra bella nazione, che si spostavano da un paese o una città all’altra affidandosi alle due ruote.

Sorpassarli in velocità durante uno dei miei giri per fare chilometri per il mio divertimento, mi ha fatto sentire a disagio nei loro confronti, perché io mi spostavo per diletto e nel tempo libero, mentre loro lo facevano perché era l’unico modo veloce che avevano di farlo. Mi sono sentito un privilegiato.

Come proposito per l’anno nuovo, vorrei riuscire a non dare mai per scontato quello che ho e di avere la capacità di ringraziare sempre Colui che me lo ha dato.

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