A volte succede.
Ti fermi durante una pedalata per bere un goccio di acqua e all’improvviso arriva, ti circonda e in qualche modo ti riempie: il silenzio!
Non vivo di certo in una metropoli, anzi, dopo aver vissuto per anni in un capoluogo di una provincia piuttosto piccola ora abito in un paese non molto distante, ma il rumore è sempre stato una costante delle mie giornate.
Vivevo nel centro della città, a due passi dalla stazione e con un viavai continuo di pullman che percorrevano la mia vita dalle 5 del mattino alle 20, quindi da quando mi svegliavo a quando andavo a dormire avevo un sottofondo costante di rumore. Questo “musica” che accompagnava le mie giornate era diventata talmente noiosa, così ripetitiva che non la sentivo più, in fondo ero arrivato a considerare quello il mio personale silenzio.
Percorrendo le strade di campagna e sterrate della mia zona spesso (e un po’ incoscientemente, dico con il senno di poi…) avevo le cuffie del lettore musicale alle orecchie oppure ero concentrato sul rumore della catena – mai oliata abbastanza bene, evidentemente – o dei sassi schiacciati dalle gomme della mia due ruote.
Ma prima o poi arrivava il momento, magari o preferibilmente, nel mezzo di niente, in cui mi fermavo e l’aria si fermava con me. All’inizio era una specie di disagio, perché mi accorgevo che c’era qualcosa che non andava, a cui non ero abituato, ma non riuscivo a cogliere questa sfumatura.
Mi guardavo intorno: in fondo quella strada l’avevo già percorsa più volte, conoscevo i vari sfondi che la contraddistinguevano, alcune curiosità paesaggistiche le avevo già colte e seppure in movimento mi erano rimaste impresse nella memoria.
Che cosa non andava allora? All’improvviso finì il canto di un uccello e mi accorsi che, oltre a quello.. non c’era nessun rumore! Ecco il silenzio, magari spesso tanto cercato, ma che solo in questo momento particolare arrivava nella mia vita. Inaspettato e anche in qualche modo angosciante.
Ma com’è possibile definire il silenzio angosciante, quando magari lo abbiamo cercato in tutta la vita?
Penso perché alla fine non sappiamo cos’è il silenzio. Abituati al nostro silenzio “personale”, quando arriva il silenzio vero e proprio rischiamo di essere presi alla sprovvista.
Così penso sia importante andare su una due ruote a cercarlo il silenzio, per allontanarci dalla realtà per poterla cogliere con distacco, con più tranquillità.
Difficilmente con un rumore, anche se fisso, anche se ad esso siamo abituati, ci si riesce a concentrare al meglio.
E alla fine anche al silenzio ci si può abituare.