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	<title>Il Ciclosofo</title>
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		<title>Matematica e ciclosofia</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jan 2012 16:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ghizzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Primo problema. Vorresti muoverti, possibilmente pedalare, ma nonostante il sole splenda è comunque il 22 gennaio, fa freddo e potresti sentirlo ancora di più sulle due ruote. Cosa puoi fare? Soluzione. Innanzitutto un vero cicloamatore non si può fermare davanti &#8230; <a href="http://ciclosofo.wordpress.com/2012/01/22/282/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ciclosofo.wordpress.com&amp;blog=1979933&amp;post=282&amp;subd=ciclosofo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_283" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a href="http://ciclosofo.files.wordpress.com/2012/01/dsc00128.jpg"><img class=" wp-image-283" title="Una bellissima targa nei pressi della Madonna della Costa" src="http://ciclosofo.files.wordpress.com/2012/01/dsc00128.jpg?w=200&#038;h=300" alt="Una bellissima targa nei pressi della Madonna della Costa" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Una bellissima targa nei pressi della Madonna della Costa</p></div>
<p>Primo problema. Vorresti muoverti, possibilmente pedalare, ma nonostante il sole splenda è comunque il 22 gennaio, fa freddo e potresti sentirlo ancora di più sulle due ruote. Cosa puoi fare?<br />
Soluzione. Innanzitutto un vero cicloamatore non si può fermare davanti a queste “inezie”, la voglia di pedalare, per arrivare a fare della ciclosofia deve essere più forte di eventuali ostacoli o difficoltà che ci compaiono di fronte.<br />
Mettiamo però che nemmeno questa filosofia spicciola ti possa aiutare a risolvere il problema. A questo punto bisogna usare i metodi forti e non c’è migliore rimedio che guardare quando hai fatto l’ultima pedalata degna di questo nome.<span id="more-282"></span><br />
È un attimo, si accende il computer e si sfoglia il file che tu, malato, hai creato per segnarti tutti i giri ciclici fatti negli ultimi due anni. Il foglio di calcolo che hai battezzato “2012” è ancora desolatamente vuoto, apri quello che si chiama “2011”, scorri il corto elenco e vedi: l’ultima pedalata l’hai segnata in data 26 novembre. Un rapido calcolo a mente, sono passati due mesi, troppi per il tuo orgoglio!<br />
La molla è scattata: un rapido pensiero a che giro potresti fare e via si parte!<br />
Quest’anno poi puoi sperimentare una nuova alternativa.<br />
Poco più di due mesi fa hai cambiato la vettura, l’altra era ormai vecchiotta e nonostante facesse ancora al meglio il suo sporco lavoro, hai pensato che era ora di comprarne un’altra, anche perché tra poco la famiglia si allargherà e serve più spazio.<br />
Tra tante che potevi scegliere, il tuo occhio è caduto su un mezzo che effettivamente è più grande, che ha un buon prezzo, che pur essendo usato è tenuto molto bene.. ma che soprattutto potrà contenere solo abbassando un sedile la tua bicicletta, e senza doverla smontare.<br />
Così per poter pedalare su strade conosciute, ma che è da un po’ che non frequenti, carichi la bicicletta sulla macchina e arrivi al punto di arrivo che hai pensato.<br />
Strada facile oggi, tutta pista ciclabile, lontano dal traffico e ben frequentata da altri ciclisti e famiglie in passeggiata. Siamo comunque nel mese di gennaio e nonostante la bella giornata e la temperatura tutto sommato mite, non incontrerai molta gente.</p>
<p>Secondo problema. Hai vinto la pigrizia, stai per pedalare, ma non appena inforchi la bicicletta ti accorgi che, caspita, la giornata è mite, ma la temperatura è comunque bassa. Come fai a superare i minuti iniziali di autocommiserazione?<br />
Soluzione. In effetti è sempre così: puoi armarti di buona volontà, sfruttare stratagemmi infidi per mettere in moto il tuo orgoglio, ma alla fine se le condizioni climatiche non sono più che buone fai fatica a far girare le gambe e di conseguenza le ruote!<br />
L’occhio poi, perfido nemico, continua a cadere sul contachilometri sul manubrio, che dice che la velocità di punta che riesci a tenere non è un granché. Non hai medie orarie da campione di ciclismo, ma che diamine, nelle ultime uscite andavi molto più veloce! Vedi, a non usare la bicicletta per tanto tempo ti sei infiacchito, le gambe non vanno, devi trovare il modo di fare delle pedalate più spesso.<br />
L’unica cosa che puoi fare in questo caso è continuare a pedalare.<br />
Pensare che nell’ultimo tratto di strada percorso hai tenuto quella velocità perché non era un piano, ma un falsopiano in salita, e spesso sono più terribili di alcune salite vere e proprie, perché quelle per lo meno le vedi, sei pronto ad affrontarle. Hai appena passato una coppia in bicicletta, rispetto a loro sembravi un fulmine! Cosa non si fa per salvare la propria autostima.<br />
Il metodo tutto sommato funziona e quando arrivi al punto massimo che ti eri preposto di raggiungere ti dici, ma come, sono già qui?<br />
Un rapido dietrofront e ti prepari a tornare indietro.<br />
Sarà solo un’impressione, ma le gambe già sembrano girare meglio, poi il pezzo che percorri, te ne accorgi solo ora, era effettivamente un falsopiano e ora la pendenza è a tuo favore.<br />
Nel momento di autocommiserazione avevi rapidamente accorciato mentalmente il tuo giro, ore che le gambe si sono scaldate pensi già di fare il gradasso e decidi che non ripercorrerai la stessa strada, ma farai una variante che ti farà allungare di qualche chilometro il percorso.<br />
Arrivato al bivio non vai dritto, ma giri a destra, tornerai da quella stradina che non è una ciclabile ma che comunque non è molto battuta. A un certo punto ti alzi sui pedali, per un colpo di reni che ti permetta di toglierti il primo possibile dalla provinciale. Arriva il segno che durante il periodo di crisi i tuoi pensieri negativi non erano del tutto sbagliati, perché spingendo a fondo senti dei muscoli delle gambe di cui non ti ricordavi più l’esistenza.</p>
<p>A un certo punto, con la velocità di crociera più alta, con le gambe che non soffrono più, arriva la ciclosofia, quella che ti permette di non concentrarti più solo sulla strada, ma ti guardarti intorno.<br />
Di guardare divertito un signore in bicicletta con un abbigliamento improbabile che ti fa sorridere, ma ti diverte di più il pensiero che, prima di conoscere i materiali tecnici, anche tu ti conciavi così, chissà quante risate avrai suscitato negli altri.<br />
Di vedere due persone in giro con un cane, ma non capisci che ci fanno lì, circondati solo dalla campagna e distanti dai paesi intorno: che giro avranno fatto, da dove vengono, avranno percorso tanta strada?<br />
Di cogliere, in un fosso che corre sotto la strada, un’anatra che nuota nella poca acqua.<br />
Di osservare il volo di un solitario uccello nel cielo azzurro.<br />
Di riempirti il cuore della visione di due alberi in controluce solitari al limite di un campo.<br />
Ti viene un’altra idea. In fondo all’orizzonte, scostata dal paese che tra poco raggiungerai, c’è il santuario della Madonna della Costa, che i ciclisti del lodigiano hanno eletto a loro protettrice.<br />
Pensi che è una buona idea quella di affidarti a lei per il 2012 che percorrerai sulle due ruote e che le affiderai tua moglie e l’erede che sta per arrivare nel mondo.<br />
Ormai la strada scorre veloce, superata la crisi andare in bicicletta riempie gli occhi e il cuore. Arrivi alla macchina, quasi ti dispiace di doverti fermare.<br />
Hai pedalato un’oretta, non molto, ma per oggi può bastare.<br />
Del resto è solo la prima uscita dell’anno e hai già risolto due problemi.</p>
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		<title>Chi pedala a Capodanno&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jan 2012 20:21:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ho sempre fatto mio il detto che chi fa una cosa al primo dell’anno, la fa per tutto l’anno. Cerco anche di prenderlo alla lettera, anche se non ho mai avuto una dimostrazione reale che la cosa vada effettivamente così. &#8230; <a href="http://ciclosofo.wordpress.com/2012/01/01/chi-pedala-a-capodanno/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ciclosofo.wordpress.com&amp;blog=1979933&amp;post=275&amp;subd=ciclosofo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sempre fatto mio il detto che chi fa una cosa al primo dell’anno, la fa per tutto l’anno.</p>
<p>Cerco anche di prenderlo alla lettera, anche se non ho mai avuto una dimostrazione reale che la cosa vada effettivamente così.</p>
<p>Non so se chi l’ha detto avesse la sapienza dei nostri antenati o se è solo un’espressione felice venuta a qualcuno e tramandata con fortuna di bocca in bocca.</p>
<p>In ogni caso, quando arriva il primo giorno di gennaio, cerco di fare delle attività che so che potrei rifare con fatica nei successivi 364 (o 365, in quest’anno bisestile) giorni che mi condurranno all’anno successivo.</p>
<div id="attachment_276" class="wp-caption alignleft" style="width: 624px"><a href="http://ciclosofo.files.wordpress.com/2012/01/dsc03964.jpg"><img class="wp-image-276 " title="SONY DSC" src="http://ciclosofo.files.wordpress.com/2012/01/dsc03964.jpg?w=614&#038;h=411" alt="" width="614" height="411" /></a><p class="wp-caption-text">Il primo sole dell&#039;anno si alza sul mio paese</p></div>
<p style="text-align:left;"><span id="more-275"></span>Il mio &#8220;mantra,&#8221; negli ultimi anni, è stato quello di pedalare e di correre a Capodanno. Chi pedala o corre il primo giorno dell’anno, lo farà per tutto anno.</p>
<p>Cerco insomma di crearmi un buon auspicio, visto che per me stare in movimento è un’attività fondamentale, quasi come l’aria che respiro.</p>
<p>Il fatto di pedalare oggi ha avuto un significato particolare, perché il mio rapporto con le due ruote nell’ultimo anno è cambiato: da mezzo utilizzato preminentemente per i miei spostamenti, è diventato un veicolo da usare sporadicamente.</p>
<p>Avendo cambiato residenza, infatti, non mi è più conveniente spostarmi in bicicletta per andare al lavoro, con mio grande rammarico, ma per la mia incolumità: ora infatti dovrei percorrere la via Emilia, strada sempre trafficata in qualsiasi orario della giornata.</p>
<p>L’ho ripresa in mano dopo parecchio tempo, la mia bicicletta da città, che giace ormai quasi abbandonata nel box di casa mia.</p>
<p>Impolverata, con le ruote non gonfiate al meglio, ho voluto riprenderla stamattina per fare un mini giro celebrativo del Capodanno, pochi chilometri per fare ancora una volta mio l’auspicio di un anno in cui possa pedalare spesso.</p>
<p>Il 2011, oltre a questo cambiamento della mia vita, mi ha fatto vedere le due ruote in una maniera ancora diversa. Mezzo per eccellenza della mobilità sostenibile, compagna di viaggio nelle mie scorribande cittadine, fedele amica insieme con il mio cane nei miei giri in campagna, ora mi rendo conto che in fondo per me la bicicletta è sempre stata una possibilità in più che ho avuto nella mia vita per spostarmi.</p>
<p>Nella mia vacanza africana dell’anno scorso, raccontata su queste pagine, ho capito invece come possa essere in quella terra lontana come IL mezzo di spostamento per eccellenza. Quella esperienza mi ha aperto gli occhi e ho notato come anche sulle strade della nostra Italia, per molte persone che non si possono permettere altri veicoli, la bicicletta sia diventata fondamentale nella loro vita.</p>
<p>Così mi sono ritrovato spesso a osservare con curiosità e quasi vergognandomi, altre persone, quasi sempre immigrati nella nostra bella nazione, che si spostavano da un paese o una città all’altra affidandosi alle due ruote.</p>
<p>Sorpassarli in velocità durante uno dei miei giri per fare chilometri per il mio divertimento, mi ha fatto sentire a disagio nei loro confronti, perché io mi spostavo per diletto e nel tempo libero, mentre loro lo facevano perché era l’unico modo veloce che avevano di farlo. Mi sono sentito un privilegiato.</p>
<p>Come proposito per l’anno nuovo, vorrei riuscire a non dare mai per scontato quello che ho e di avere la capacità di ringraziare sempre Colui che me lo ha dato.</p>
<br /> Tagged: <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/bici/'>bici</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/bicicletta/'>bicicletta</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/capodanno/'>Capodanno</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/ciclosofia/'>Ciclosofia</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/citta/'>città</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/immigrati/'>immigrati</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/lodigiano/'>Lodigiano</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/mobilita/'>mobilità</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/mobilita-sostenibile/'>mobilità sostenibile</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ciclosofo.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ciclosofo.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ciclosofo.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ciclosofo.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ciclosofo.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ciclosofo.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ciclosofo.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ciclosofo.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ciclosofo.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ciclosofo.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ciclosofo.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ciclosofo.wordpress.com/275/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ciclosofo.wordpress.com/275/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ciclosofo.wordpress.com/275/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ciclosofo.wordpress.com&amp;blog=1979933&amp;post=275&amp;subd=ciclosofo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Bike sharing: i numeri di un servizio in crescita</title>
		<link>http://ciclosofo.wordpress.com/2011/12/15/bike-sharing-i-numeri-di-un-servizio-in-crescita/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 14:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ghizzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tratto da &#8220;La Stampa&#8221; del 14/12/2011 &#8211; articolo di Francesca Fradelloni. http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/greenews/articolo/lstp/434456/ Sono attualmente 153,  in Italia, le installazioni di bike sharing operative: 82 con sistema meccanico e 71 con sistema elettronico, con Torino che detiene il titolo di servizio di &#8230; <a href="http://ciclosofo.wordpress.com/2011/12/15/bike-sharing-i-numeri-di-un-servizio-in-crescita/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ciclosofo.wordpress.com&amp;blog=1979933&amp;post=268&amp;subd=ciclosofo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tratto da &#8220;La Stampa&#8221; del 14/12/2011 &#8211; articolo di Francesca Fradelloni. http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/greenews/articolo/lstp/434456/</em></p>
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<p>Sono attualmente 153,  in Italia, le installazioni di <strong>bike sharing</strong> operative: 82 con sistema meccanico e 71 con sistema elettronico, con Torino che detiene il titolo di servizio di bici in affitto più esteso d’Italia.<a href="http://ciclosofo.files.wordpress.com/2011/12/bike.jpg"><img class="alignright  wp-image-269" title="bike" src="http://ciclosofo.files.wordpress.com/2011/12/bike.jpg?w=330&#038;h=250" alt="" width="330" height="250" /></a></p>
<p><span id="more-268"></span>Questa rivoluzione della mobilità urbana ha coinvolto, negli ultimi anni, ben 151 realtà territoriali di cui 146 Comuni, una Comunità Montana (le Valli dell’Ossola), 2 Parchi Naturali (Parco Molentargius e Riserva Sentina) e 2 aggregazioni di Comuni (Fiorano, Formigine, Maranello, Sassuolo e Cernusco sul Naviglio, Carugate, Piolte). E una curiosità: l&#8217;abbonato più anziano ha 88 anni.</p>
<p>Ecco alcuni dei numeri emersi dal workshop che si è svolto, il 7 dicembre scorso, a Lecce sul tema “<strong>Futuro del bike sharing: dai costi del servizio alla percezione dell&#8217;utente</strong>”. Quale è dunque la percezione che i cittadini hanno di questo geniale servizio a bassissimo impatto ambientale? Il 78,8% degli 860 italiani intervistati, purtroppo, non sa esattamente cosa sia il bike sharing, anche se il 48,7% è d&#8217;accordo che la diffusione del bike sharing può essere <strong>un valido contributo alla riduzione del traffico e dell’inquinamento in città</strong>. Arriva al 43,6 la percentuale di chi pensa che dovrebbero esserci più parcheggi dedicati al servizio, mentre se il bike sharing venisse installato dove oggi manca il 22,7% degli italiani lo utilizzerebbe. Sono gli esiti delle due ricerche condotte da <strong>CCBS</strong> e da <strong>Euromobility</strong>.
</div>
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<p>Il bike sharing nasce in Italia, nel 2000, a Ravenna con il rudimentale sistema meccanico. La prima esperienza di installazione con prelievo elettronico avviene invece a Cuneo, in Piemonte, nel 2004. Oggi i punti di prelievo meccanici sono 456, con 2.848 biciclette e 33.197 utenti, con in testa le città emiliane di Modena (32 punti di prelievo, 272 biciclette, 2.570 utenti), Ravenna (35 punti di prelievo, 180 biciclette, 2.100 utenti), Bologna (22 punti di prelievo, 184 biciclette), Ferrara (15 punti di prelievo, 140 biciclette), Imola (14 punti di prelievo, 124 biciclette) e la veneta Jesolo (19 punti di prelievo, 120 biciclette, 2.711 utenti).</p>
<p>Il sistema elettronico conta invece 791 punti di prelievo, 4.459 biciclette e 45.546 utenti registrati, con Milano e Torino che si contendono il primato della “bassa velocità”: 208 punti di prelievo, 1.800 biciclette e 13.000 utenti, la prima, 64 punti di prelievo, 540 biciclette, ma ben 14.400 utenti la seconda. Seguono Brescia, Bergamo e Treviso, che risposano l’asse della mobilità sostenibile verso il Nord-Est.</p>
<p>Il bike sharing, va ricordato a beneficio del 78,8% di italiani che non ha le idee chiare, <strong>non è un tradizionale noleggio di biciclette</strong>. Si basa infatti sulla condivisione continua e prevede utilizzi rapidi. La bicicletta, cioè, va usata per il tempo necessario allo spostamento e nulla di più, senza abbandonarla incustodita fuori da negozi o ristoranti, ma cercando la stazione di “aggancio” più vicina al luogo di destinazione. Un progetto di servizio efficiente dovrebbe individuare aree strategiche del tessuto urbano, collocare le postazioni lungo le principali direttrici dei flussi di spostamento (punti intermodali, aree di parcheggio, uffici pubblici, poli universitari, luoghi di particolare rilevanza turistica), strutturare una rete a maglia fitta di postazioni e <strong>assicurare, di fatto, l’integrazione tra i differenti servizi di trasporto urbano</strong>.</p>
</div>
<p>Da non sottovalutare, tuttavia, i costi del servizio che, per chi fa i conti dell&#8217;amministrazione pubblica, non sono un dato secondario e necessitano di qualche accortezza, per centrare l’obiettivo di essere più “verdi” senza <em>restare al verde</em>. L’indagine è stata condotta in 7 città italiane: Bari, Brescia, Roma, Milano, Bergamo, Parma e Torino.</p>
<p>I ricavi derivano essenzialmente dagli abbonamenti; quelli <em>da tariffa</em>, provenienti dagli abbonati che utilizzano il servizio nelle fasce a pagamento (dopo una mezz’ora o un’ora di uso), possono infatti essere ritenuti trascurabili, in quanto più del 90% degli abbonati gode delle fasce gratuite. Alcune città hanno però acquisito, come integrazione, delle <strong>sponsorizzazioni, che vengono prevalentemente investite a copertura del disavanzo tra i costi e i ricavi del servizio o per finanziare lo sviluppo e la realizzazione di nuove ciclostazioni</strong> nelle vicinanze dello sponsor stesso (ad esempio un supermercato o un ospedale privato).</p>
<p>L’unica fonte di ricavo ad oggi significativa, conclude la ricerca, proviene quindi dalla creazione di una rete di impianti pubblicitari «funzionali» alla promozione del servizio. Questo modello è già stato adottato con successo da alcune città come Milano, Torino e Verona, dimostrando che la rete di impianti pubblicitari può essere facilmente installata presso le frequentatissime ciclostazioni o in altri punti significativi della città.</p>
<p>Con questa soluzione, le amministrazioni, a fronte dell’erogazione di servizi funzionali alla gestione del servizio di bike sharing, danno in concessione pluriennale, a privati, la gestione e la manutenzione degli spazi pubblicitari. Uno equo scambio a favore dell’ambiente urbano.</p>
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		<title>Conoscersi in bicicletta, la moda dei bike club</title>
		<link>http://ciclosofo.wordpress.com/2011/12/02/conoscersi-in-bicicletta-la-moda-dei-bike-club/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 08:56:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ghizzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciclostampa]]></category>
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		<description><![CDATA[Notizia tratta da www.il corriere.it del 27 novembre 2011, articolo di Maria Egizia Fraschetti La scintilla dell&#8217;amore scocca in bicicletta Una bike love lane in Gran Bretagna MILANO &#8211; Due cuori e una bici: negli States, l&#8217;anima gemella si conosce &#8230; <a href="http://ciclosofo.wordpress.com/2011/12/02/conoscersi-in-bicicletta-la-moda-dei-bike-club/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ciclosofo.wordpress.com&amp;blog=1979933&amp;post=262&amp;subd=ciclosofo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Notizia tratta da www.il corriere.it del 27 novembre 2011, articolo di Maria Egizia Fraschetti</em></p>
<p><strong>La scintilla dell&#8217;amore scocca in bicicletta</strong></p>
<div><img title="Una bike love lane in Gran Bretagna" src="http://images2.corriereobjects.it/Media/Foto/2011/11/27/Bike%20Love%20Lane--140x180.jpg?v=20111127151502" alt="Una bike love lane in Gran Bretagna" width="140" height="180" align="left" border="0" />Una bike love lane in Gran Bretagna</div>
<p>MILANO &#8211; Due cuori e una bici: negli States, l&#8217;anima gemella si conosce al bike club. Altro che approcci in chat e speed dating: l&#8217;appuntamento al buio scatta tra un giro sulla ciclabile e un fuori pista avventuroso. Complice la passione comune per la mobilità sostenibile. Tant&#8217;è: nelle città americane si moltiplicano le «bike love lane», percorsi ad hoc per eco-romantici incollati al sellino.</p>
<p><span id="more-262"></span>Le preferenziali per ciclisti a caccia di flirt sono segnalate sull&#8217;asfalto dalla sagoma di una bicicletta, sormontata da un cuore. A San Francisco, popolata da una folta comunità di cicloamatori, i bike club non si contano. E il ventaglio di opzioni, ognuna con una caratteristica diversa, consente di restringere il campo e aumentare le probabilità di trovare la persona giusta. Già, perché se la sintonia sportiva è l&#8217;ABC, meglio condirla con altre affinità. Gli spiriti solidali possono iscriversi al programma di volontariato della <a href="http://www.sfbike.org/?volunteer" rel="nofollow" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Bycicle Coalition</span></a>, mentre <a href="http://www.dssf.org/" rel="nofollow" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Different Spokes </span></a>propone pedalate settimanali per gay, lesbiche, bisessuali e transgender. Non solo: a San Valentino, la Bycicle Coalition organizza <a href="http://www.sfbike.org/?love" rel="nofollow" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">«Love on wheels»</span></a>, gioco per far conoscere «ciclo-laureati e laureate nella vita di tutti i giorni».</p>
<p><strong>IN ITALIA</strong> &#8211; In Italia, qualcuno sta pensando di importare l&#8217;idea: «Vorremmo promuovere iniziative analoghe – anticipa il presidente della Provincia di Parma, Vincenzo Bernazzoli – lungo l&#8217;itinerario dei castelli della Bassa (75 chilometri che toccano luoghi suggestivi, tra cui le rocche di San Secondo e di Fontanellato, il Museo di Giovannino Guareschi e quello del Parmigiano Reggiano ndr)». La rete, costruita nel 2002, necessita di nuove risorse per essere valorizzata in questa nuova chiave: «Ci piacerebbe inserire il logo all&#8217;americana delle bike love lane – ammette Bernazzoli – e offrire al pubblico un&#8217;altra opportunità di vivere il territorio».</p>
<p><strong>FITNESS PER SINGOLI</strong> &#8211; Su Internet, nel frattempo, impazzano le piattaforme per single dall&#8217;animo sportivo. Salutisti e amanti del training all&#8217;aria aperta possono incontrarsi su siti tematici come <a href="http://www.fitness-singles.com/" rel="nofollow" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Fitness Singles</span></a>, con oltre 100mila iscritti (l&#8217;abbonamento mensile al servizio costa 39.50 dollari). Specifico, e gratuito, <a href="http://www.cyclingsingles.com/" rel="nofollow" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Cyclingsingles</span></a> rassicura gli amanti delle due ruote: «Che cerchiate una relazione sentimentale o una semplice amicizia, finalmente potrete trovarle in un ambiente frequentato da persone come voi». La tendenza spopola anche nel Regno Unito, vedi il gruppo di ciclisti sul forum <a href="http://www.urbansocial.com/" rel="nofollow" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">urbansocial.com</span></a>, con più di 5.000 biker solitari alla ricerca del partner ideale. Da fenomeno glocale a business planetario: il flirt ciclistico è terreno di conquista per i tour operator, che per sopravvivere in un settore sempre più inflazionato puntano sull&#8217;originalità. È il caso del brasiliano <a href="http://www.duvine.com/" rel="nofollow" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">DuVine Adventures</span></a>, specializzato in cicloturismo di lusso per single. Tra le mete più gettonate, l&#8217;Italia: Puglia, Toscana, Umbria.</p>
<p><strong>CERCA AMICI</strong> &#8211; Gli operatori nostrani, fiutato l&#8217;affare, iniziano a confezionare pacchetti a tema: <a href="http://www.postificio.com/" rel="nofollow" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Postificio Viaggi</span></a> propone un percorso di tre giorni in mountain bike per single sulle Dolomiti di Brenta. <a href="http://www.jonas.it/" rel="nofollow" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">Jonas vacanze ecologiche</span></a>, da maggio a luglio organizza weekend in bicicletta a Torino. Chi preferisce la formula fai-da-te, può consultare <a href="http://www.bicietour.it/" rel="nofollow" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;">il «cerca amici» di Bici &amp; Tour</span></a>. La filosofia è semplice: «Stai organizzando le tue vacanze in bicicletta e cerchi un compagno di viaggio? Vuoi contattare un gruppo di pazzi scatenati come te per organizzare il raid cicloturistico dell&#8217;anno? O, semplicemente, cerchi un amico per condividere qualche uscita domenicale in bici? Allora, benvenuto sulla nostra bacheca». E chissà che, tra i numerosi post, non si nasconda qualche rider solitario in vena di scorribande: tra sentieri sterrati o su quelli, non meno scoscesi, delle emozioni.</p>
<p>Maria Egizia Fiaschetti</p>
<br /> Tagged: <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/bicicletta/'>bicicletta</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/bike/'>bike</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/bike-love-lane/'>bike love lane</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/single/'>single</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/turismo/'>turismo</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/vacanze/'>vacanze</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ciclosofo.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ciclosofo.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ciclosofo.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ciclosofo.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ciclosofo.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ciclosofo.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ciclosofo.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ciclosofo.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ciclosofo.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ciclosofo.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ciclosofo.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ciclosofo.wordpress.com/262/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ciclosofo.wordpress.com/262/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ciclosofo.wordpress.com/262/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ciclosofo.wordpress.com&amp;blog=1979933&amp;post=262&amp;subd=ciclosofo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Vuoi star bene? Allora pedala!</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 15:50:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ghizzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Notizia tratta da Tg.com Mediaset del 5 settembre 2011: http://www.tgcom.mediaset.it/perlei/articoli/1020241/vuoi-star-bene-allora-pedala!.shtml Faticare in bicicletta allunga la vita. La bicicletta ha tutte le virtù. E&#8217; sana, ecologica, amica del risparmio e della buona salute. Andare sulle due ruote fa bene al corpo &#8230; <a href="http://ciclosofo.wordpress.com/2011/09/05/vuoi-star-bene-allora-pedala/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ciclosofo.wordpress.com&amp;blog=1979933&amp;post=256&amp;subd=ciclosofo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Notizia tratta da Tg.com Mediaset del 5 settembre 2011:</em> http://www.tgcom.mediaset.it/perlei/articoli/1020241/vuoi-star-bene-allora-pedala!.shtml</p>
<p>Faticare in bicicletta allunga la vita.</p>
<p>La bicicletta ha tutte le virtù. E&#8217; sana, ecologica, amica del risparmio e della buona salute. Andare sulle due ruote fa bene al corpo e all&#8217;umore: chi la adopera tutti giorni per andare e tornare dall&#8217;ufficio o scuola (e si tratta di milioni di persone) fa una scelta giusta e un vero regalo a se stesso. Basta una pedalata di 15-30 minuti per stare meglio, anche se il favore che facciamo a noi stessi non dipende tanto da quanto tempo si trascorre in sella, ma da quanta fatica si fa.<span id="more-256"></span></p>
<p>Spiega Giovanni Posabella, specialista in medicina dello sport ed esperto di omeopatia, omotossicologia e discipline integrate: &#8220;L&#8217;esercizio fisico, se fatto in modo continuativo e senza esagerare, può apportare enormi benefici. Andare in bici aiuta a migliorare l&#8217;attività cardiovascolare, che agevola a sua volta la prevenzione di varie patologie metaboliche quali il diabete o l&#8217;obesità. Inoltre maggiore è l&#8217;attività fisica, maggiore sarà il numero di nuovi capillari per l&#8217;afflusso di sangue e ossigeno. Aumentando l&#8217;ossigenazione del muscolo diminuisce l&#8217;affaticamento, evitando sgradevoli sensazioni d&#8217;affanno&#8221;.</p>
<p>Lo specialista aggiunge che il movimento specifico che il corpo compie andando in bicicletta è benefico anche per le giunture e le articolazioni: in pratica serve a &#8220;oliare&#8221; in modo continuativo ginocchia e caviglie, che così vengono ossigenate, diminuendo il rischio di artrosi e osteoporosi. Naturalmente occorre mantenere  sempre una postura biomeccanica corretta: la posizione ideale varia da persona a persona, ma in generale non va bene stendere al massimo la gamba durante la pedalata: occorre conservare un minimo di angolazione, per non  sovraccaricare i tendini. Pedalare, infine, ha un effetto benefico sull&#8217;umore. &#8220;L&#8217;esercizio fisico stimola endorfine &#8211; spiega Posabella &#8211; sostanze che ci procurano una sensazione di benessere che si ripercuote su tutta la persona. Si innesca quindi un meccanismo di metabolismo equilibrato, che migliora con la luce del giorno e si abbassa di notte consentendo sonni più distesi&#8221;.</p>
<p>Se poi riusciamo a non essere pigri, ma a metterci un po&#8217; di sprint, è ancora meglio. Uno studio condotto in Danimarca e presentato a Parigi al congresso della Società Europea di cardiologia (Esc), ha scoperto infatti che pedalare regala fino a oltre 5 anni di vita all&#8217;uomo e quasi 4 alla donna, ma che per portare a casa il risultato bisogna sudarselo. Le conclusioni del gruppo di Peter Schnohr, del Bispebjerg University Hospital della capitale danese, provano che non è la durata dello sforzo, bensì la sua intensità a fare la differenza. Insomma, è la fatica l&#8217;elemento che permette agli amanti dell&#8217;eco-mezzo di ottenere una riduzione della mortalità per tutte le cause, e in particolare per le malattie coronariche. I ciclisti che pedalano più veloci sopravvivono infatti 5,3 anni in più rispetto a quelli che andavano piano, mentre quelli che procedono a media velocità guadagnano 2,9 anni. Anche le donne dalla pedalata più energica mostrano un beneficio, ma il loro &#8220;bonus&#8221; di vita guadagnata è di 3,9 anni (andatura veloce) e a 2,2 (lenta).</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ciclosofo.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ciclosofo.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ciclosofo.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ciclosofo.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ciclosofo.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ciclosofo.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ciclosofo.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ciclosofo.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ciclosofo.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ciclosofo.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ciclosofo.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ciclosofo.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ciclosofo.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ciclosofo.wordpress.com/256/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ciclosofo.wordpress.com&amp;blog=1979933&amp;post=256&amp;subd=ciclosofo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La gara ciclistica più spettacolare del mondo</title>
		<link>http://ciclosofo.wordpress.com/2011/07/09/la-gara-ciclistica-piu-spettacolare-del-mondo/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Jul 2011 09:24:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ghizzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciclosofia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ciclosofo.wordpress.com/?p=251</guid>
		<description><![CDATA[Articolo tratto da La Stampa del 9 luglio 2011 &#8211; autore Marco Albino Ferrari. http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/ciclismo/lstp/410813/ Per i 9454 ciclisti che sono felicemente riusciti ad accaparrarsi un pettorale della Maratona dles Dolomites-Enel &#8211; le richieste erano 28mila già la scorso novembre e &#8230; <a href="http://ciclosofo.wordpress.com/2011/07/09/la-gara-ciclistica-piu-spettacolare-del-mondo/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ciclosofo.wordpress.com&amp;blog=1979933&amp;post=251&amp;subd=ciclosofo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo tratto da La Stampa del 9 luglio 2011 &#8211; autore Marco Albino Ferrari. http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/ciclismo/lstp/410813/</em></p>
<p>Per i 9454 ciclisti che sono felicemente riusciti ad accaparrarsi un pettorale della Maratona dles Dolomites-Enel &#8211; le richieste erano 28mila già la scorso novembre e un sorteggio ha assegnato i posti disponibili &#8211; domani mattina sarà uno dei momenti più preziosi e attesi dell&#8217;anno. Al via è la 25esima edizione della gran fondo diventata di culto tra gli amanti del pedale di tutto il mondo.<span id="more-251"></span></p>
<p>C&#8217;è chi ha attraversato oceani e continenti per essere puntuale alla partenza di La Villa, in Val Badia: dalla Malesia, dall&#8217;India, dal Brasile, dal Sudafrica, dalla Nuova Zelanda, dall&#8217;Argentina. 45 nazioni rappresentate. E per tutti, dopo mesi di allenamenti, il rituale della partenza sarà lo stesso: pieno di carboidrati prima dell&#8217;alba, con spaghetti, cereali e riso per affrontare con il giusto carburante uno dei tre percorsi possibili, il lungo di 138 chilometri, il medio di 106 e il Sella Ronda di 55. Poi l&#8217;ultima gonfiata alle ruote fino a otto atmosfere, e via nell&#8217;oscurità verso le griglie di partenza.</p>
<p>Ed è quello il momento più suggestivo. I ciclisti arrivano dalle strade tutt&#8217;intorno, in silenzio. Sono operazioni lunghe, il serpente colorato si forma lentamente lungo la strada, mentre il primo sole inizia ad accendere le cime di rosso mattone. Lo speaker intanto scandisce il conto alla rovescia. E la tensione sale: ruote, catene, gambe depilate, caschetti stretti intorno a facce tirate. 6 e 29: «Manca un minuto al via» irrompe l&#8217;altoparlante. «Siete di fronte al vostro sogno: la Maratona dles Dolomites-Enel sta per iniziare. 10, 9, 8, 7&#8230; 3, 2, 1. Via!».</p>
<p>Partiti. Segni della croce, incitamenti, auguri, saluti, scongiuri, baci. Rumore di agganci rapidi che scattano tutti insieme. E il serpentone di quasi 10mila cuori prende a battere più rapido aggredendo la prima salita. È colorato, gonfio di energia, compatto, anche se già dopo una decina di minuti si stenderà in onde lunghe e sempre più veloci sui passi delle Dolomiti, il Campolongo, il Pordoi, il Passo Sella, il Gardena, il Giau, il Falzarego, il Valparola. A ondate i ciclisti passeranno sotto la linea dello start dove è installato il grande occhio del computer che rivela l&#8217;esatto momento di ogni singola partenza grazie al chip montato su ogni bicicletta. Il cervellone registrerà il passaggio anche in cima ad ogni passo, e in tempo reale con un Sms indicherà ad ogni ciclista il tempo impiegato, e il numero d&#8217;ordine d&#8217;arrivo fino a quel punto: «Bravo Mario Rossi, hai impiegato1 ora e 30 minuti e sei, per il momento, il millesimo della tua categoria!». Intanto il serpentonesi allungherà per chilometri su strade libere da automobili. Strade che tagliano prati resi lucidi della rugiada, che scavalcano montagne, curvano intorno ai campanili dei paesi, risalgono su altopiani, si tuffano su nuove valli, disegnano il gioco dei tornanti, e poi riprendono in salita tra le ali di un pubblico festoso e una folla di volontari per la sicurezza e i rifornimenti. Questa è la Maratona dles Dolomites, così chiamata in ladino, l&#8217;antica parlata locale (che però ora presenta il suffisso Enel, in una stridente combinazione tra la retorica dell&#8217;arcaico e la tecnologia moderna dello sponsor).</p>
<p>Domani si ricorderanno i 25 anni, un quarto di secolo, da quando 166 eccentrici apripista si rincorsero su 175 chilometri e sette passi inaugurando quella che sarebbe diventata la più spettacolare manifestazione di popolo su due ruote del mondo. Al via nelle prime file, le più ambite, insieme a 903 donne, partirà anche un folto gruppo di invitati speciali, da Paolo Garimberti presidente della Rai (che garantisce una diretta dalle sei e un quarto fino a mezzogiorno) a campioni dello sport, e personalità dello spettacolo e dell&#8217;imprenditoria: Rodolfo De Benedetti, Vittorio Colao, Jim Balsillie (responsabile di BlackBerry), Linus, il campione olimpico Giuliano Razzoli, Mario Cipollini, Jury Chechi, Paolo Bettini.</p>
<p>Ancora una volta la «Maratona» si rivelerà &#8211; così come in crescendo è stato nelle edizioni precedenti &#8211; un evento ciclistico che è qualche cosa di più di una semplice gran fondo. Si presenterà come un&#8217; immensa adunata di chi vuole per un giorno rimpossessarsi di strade tornate finalmente senza traffico motorizzato. Per salire e scendere montagne nel sibilo elegante della bici, insieme a migliaia di compagni di strada.</p>
<p style="text-align:left;">http://www.maratona.it/home.php</p>
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		<title>Giretto d&#8217;Italia &#8211; 1° campionato italiano della ciclabilità urbana</title>
		<link>http://ciclosofo.wordpress.com/2011/04/18/giretto-ditalia-1%c2%b0-campionato-italiano-della-ciclabilita-urbana/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 14:44:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ghizzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cicloeventi]]></category>
		<category><![CDATA[bicicletta]]></category>
		<category><![CDATA[biciclette]]></category>
		<category><![CDATA[Città in bici]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[fiab]]></category>
		<category><![CDATA[giretto d'Italia 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ministero dell'ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità ciclabile urbana]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità urbana]]></category>

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		<description><![CDATA[Cos’è:  E’ una gara tra le città italiane impegnate per favorire la mobilità ciclabile urbana. Vince la sfida la città dove in occasione del Giretto d’Italia il maggior numero di persone si sposta in bicicletta. Il giretto d’Italia è un’iniziativa &#8230; <a href="http://ciclosofo.wordpress.com/2011/04/18/giretto-ditalia-1%c2%b0-campionato-italiano-della-ciclabilita-urbana/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ciclosofo.wordpress.com&amp;blog=1979933&amp;post=238&amp;subd=ciclosofo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cos’è: </strong><strong> </strong>E’ una gara tra le città italiane impegnate per favorire la mobilità ciclabile urbana. Vince la sfida la città dove in occasione del Giretto d’Italia il maggior numero di persone si sposta in bicicletta. Il giretto d’Italia è un’iniziativa di <strong>Legambiente, Città in Bici (Coordinamento Nazionale Uffici Biciclette – A21Italy) e FIAB, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente</strong>, organizzata insieme ai 26 Comuni aderenti:</p>
<p><strong>Bari, Bolzano, Carpi, Ferrara, Firenze, Genova, La Spezia, Lodi, Milano, Modena, Monfalcone, Padova, Parma, Pisa, Pordenone, Ravenna, Reggio Emilia, Roma, Schio, Senigallia, Trento, Torino, Udine, Venezia, Verona, Vicenza.</strong></p>
<p><strong> <a href="http://ciclosofo.files.wordpress.com/2011/04/logo_giretto_italia1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-245" title="logo_giretto_italia" src="http://ciclosofo.files.wordpress.com/2011/04/logo_giretto_italia1.jpg?w=640" alt=""   /></a></strong></p>
<p><span id="more-238"></span><strong>Perché:</strong> Il Giretto d’Italia vuole dimostrare che nelle città italiane la bicicletta può soddisfare una parte importante della domanda di mobilità urbana. Per questo motivo Legambiente, FIAB e Città in Bici hanno invitato ad aderire solo quei Comuni che in questi ultimi anni hanno realizzato iniziative importanti per favorire la mobilità ciclistica. Si tratta di una sorta <strong>di “Serie A” delle biciclette e il Giretto d’Italia dovrà servire soprattutto da stimolo agli altri Comuni dimostrando che spostare quote significative di mobilità in bici è possibile e dare </strong>alle positive esperienze locali una dimensione nazionale, segnalando che c’è un Paese pronto già oggi per una mobilità dolce, diversa, più sana, più sostenibile, più sicura.</p>
<p><strong>Regole: </strong> <strong>Martedì 3 maggio tra le 7.30 e le 9.30</strong> ogni Comune organizza tre check-point in tre zone diverse della città per monitorare veicoli e pedoni in transito. I tre check-point saranno posizionati in aree dove solitamente non ci sono limitazioni al traffico La data del Giretto d’Italia è il 3 maggio ma ogni città è libera di scegliere un altro giorno feriale all’interno della settimana che precede la Giornata Nazionale della Bicicletta (8 maggio) promossa dal Ministero dell’Ambiente</p>
<p><strong>Gironi: </strong>Le città si sfideranno tra loro divise in tre gironi a seconda del numero di abitanti.<br />
Girone “Grandi Città” (oltre i 250mila abitanti): Bari, Firenze, Genova, Milano, Roma, Torino, Venezia, Verona.<br />
Girone “Città Medie” (oltre i 100mila abitanti): Bolzano, Ferrara, Modena, Padova, Parma, Ravenna, Reggio Emilia, Trento, Vicenza.<br />
Girone “Città Piccole”. (meno di 100mila abitanti): Carpi, La Spezia, Lodi, Monfalcone, Pisa, Pordenone, Schio, Senigallia, Udine.</p>
<p><strong>Vincitori:</strong> Ogni girone avrà una città vincitrice. La <strong>premiazione verrà effettuata domenica 8 maggio</strong> a Roma presso il Ministero dell’Ambiente nell’ambito della Giornata nazionale della bicicletta.</p>
<p><strong>Dossier:</strong> Verrà realizzata una pubblicazione che avrà una distribuzione presso tutti i Comuni italiani</p>
<p><strong>Testimonial: </strong>Ambasciatore di questa edizione è <strong>Diego Marani</strong>, scrittore ferrarese e funzionario presso il Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea a Bruxelles dove si occupa di cultura e promozione del multilinguismo. Tra i suoi libri ricordiamo “La Bicicletta Incantata”.</p>
<p><strong>Media</strong> <strong>partner:</strong> E’ il <strong>Corriere della Sera</strong> che darà conto dello svolgimento dell’iniziativa attraverso pagine dedicate su corriere.it</p>
<br /> Tagged: <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/bicicletta/'>bicicletta</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/biciclette/'>biciclette</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/citta-in-bici/'>Città in bici</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/corriere-della-sera/'>Corriere della Sera</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/fiab/'>fiab</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/giretto-ditalia-2011/'>giretto d'Italia 2011</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/lega-ambiente/'>Lega Ambiente</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/ministero-dellambiente/'>ministero dell'ambiente</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/mobilita-ciclabile-urbana/'>mobilità ciclabile urbana</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/mobilita-urbana/'>mobilità urbana</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ciclosofo.wordpress.com/238/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ciclosofo.wordpress.com/238/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ciclosofo.wordpress.com/238/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ciclosofo.wordpress.com/238/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ciclosofo.wordpress.com/238/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ciclosofo.wordpress.com/238/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ciclosofo.wordpress.com/238/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ciclosofo.wordpress.com/238/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ciclosofo.wordpress.com/238/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ciclosofo.wordpress.com/238/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ciclosofo.wordpress.com/238/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ciclosofo.wordpress.com/238/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ciclosofo.wordpress.com/238/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ciclosofo.wordpress.com/238/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ciclosofo.wordpress.com&amp;blog=1979933&amp;post=238&amp;subd=ciclosofo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Africa in bicicletta</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 14:35:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ghizzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ciclosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[aumento carburante]]></category>
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		<description><![CDATA[Zanzibar, Africa. La prima cosa che ti colpisce all&#8217;arrivo è il caldo, al quale non sei più abituato: in Italia è appena iniziata la primavera, i gradi al massimo sono arrivati a quota 18, una volta scesi dall&#8217;aereo, pur leggeri &#8230; <a href="http://ciclosofo.wordpress.com/2011/04/01/africa-in-bicicletta/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ciclosofo.wordpress.com&amp;blog=1979933&amp;post=228&amp;subd=ciclosofo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Zanzibar, Africa.</p>
<p>La prima cosa che ti colpisce all&#8217;arrivo è il caldo, al quale non sei più abituato: in Italia è appena iniziata la primavera, i gradi al massimo sono arrivati a quota 18, una volta scesi dall&#8217;aereo, pur leggeri che si possa essere vestiti (ma con jeans, polo e maglietta di cotone) i 30 e passa gradi che ci accolgono, nonostante sia prima mattina, non sono per niente confortanti!</p>
<div id="attachment_230" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://ciclosofo.files.wordpress.com/2011/04/dsc02402.jpg"><img class="size-medium wp-image-230 " title="SONY DSC" src="http://ciclosofo.files.wordpress.com/2011/04/dsc02402.jpg?w=300&#038;h=200" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Una delle tante biciclette che circolano per Stone Town, Zanzibar</p></div>
<p><span id="more-228"></span>La seconda cosa è la vegetazione. Ho sempre avuto l&#8217;idea (sbagliata) che l&#8217;Africa e il deserto fossero la stessa cosa, invece qui è lussureggiante, scoprirò nel proseguo della vacanza che la maggior fonte di reddito dell&#8217;isola è il commercio delle spezie, in particolare i chiodi di garofano.</p>
<p>La teza cosa, quella più inaspettata, per lo meno per la mia mentalità ristretta da occidentale medio, sono le biciclette!</p>
<p>Sono ovunque e di ogni tipo: da uomo, da donna, mountain bike o biciclette &#8220;da artigiano&#8221;, come da noi non se ne vedono più, con portapacchi molto larghi per trasportare qualsiasi tipo di merce.</p>
<p>Nella città di Stone Town, dove atterriamo con l&#8217;aereo, oltre ai bus locali, che non sono altro che autocarri con panche sul cassone per una ventina di passeggeri (più quelli che si attaccano e stanno sul predellino posteriore..), circolano poche macchine, gli abitanti di Zanzibar non sono ricchi, e per chi non si sposta a piedi la bicicletta diventa un mezzo indispensabile.</p>
<p style="text-align:left;">Questo veicolo straordinario, al quale sono molto affezionato, lo ritrovo anche poco sotto l&#8217;equatore.</p>
<div id="attachment_233" class="wp-caption aligncenter" style="width: 670px"><a href="http://ciclosofo.files.wordpress.com/2011/04/dsc02502.jpg"><img class="size-large wp-image-233 " title="SONY DSC" src="http://ciclosofo.files.wordpress.com/2011/04/dsc02502.jpg?w=660&#038;h=440" alt="" width="660" height="440" /></a><p class="wp-caption-text">Una bicicletta anche sulla spiaggia di Nungwi, Zanzibar</p></div>
<p>Dopo qualche giorno di permanenza mi decido di chiedere all&#8217;assistente locale della Veratour, Mandela, come mai circolano così tante biciclette sulle strade zanzibarine: &#8220;Fino a poco tempo fa &#8211; mi risponde Mandela &#8211; circolavano tanti motorini, li utilizzavano quasi tutti. Poi il prezzo del carburante è aumentato tanto, quindi la gente ora gira in bicicletta&#8221;.</p>
<p>Dovevo venire in Africa per trovare la risposta allo sconsideramento aumento del prezzo del petrolio che ci ha colpito da inizio dicembre 2010 a oggi!</p>
<p>Mi chiedo: saggezza africana o pigrizia degli italiani, che si lamentano per l&#8217;aumento dei costi, ma che alla macchina non sanno rinunciare?</p>
<p>Viva la bicicletta africana!</p>
<br /> Tagged: <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/africa/'>Africa</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/aumento-carburante/'>aumento carburante</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/bicicletta/'>bicicletta</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/caro-petrolio/'>caro-petrolio</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/mountain-bike/'>mountain bike</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/saggezza-africana/'>saggezza africana</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/veratour-mandela/'>Veratour Mandela</a>, <a href='http://ciclosofo.wordpress.com/tag/zanzibar/'>Zanzibar</a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ciclosofo.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ciclosofo.wordpress.com/228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ciclosofo.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ciclosofo.wordpress.com/228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ciclosofo.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ciclosofo.wordpress.com/228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ciclosofo.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ciclosofo.wordpress.com/228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ciclosofo.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ciclosofo.wordpress.com/228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ciclosofo.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ciclosofo.wordpress.com/228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ciclosofo.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ciclosofo.wordpress.com/228/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ciclosofo.wordpress.com&amp;blog=1979933&amp;post=228&amp;subd=ciclosofo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Pedalo dunque sono&#8221;. Le star tirano la volata</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 15:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ghizzo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo tratto da La Stampa del 21 marzo 2011, autrice Roselina Salemi Con la primavera, le biciclette tornano in strada: per spostarsi, aiutare l&#8217;ambiente e cavalcare le mode. Potrebbe essere una nuova serie, e invece «Cycle in The City» è &#8230; <a href="http://ciclosofo.wordpress.com/2011/03/21/pedalo-dunque-sono-le-star-tirano-la-volata/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ciclosofo.wordpress.com&amp;blog=1979933&amp;post=225&amp;subd=ciclosofo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo tratto da La Stampa del 21 marzo 2011, autrice Roselina Salemi</em></p>
<p><strong>Con la primavera, le biciclette tornano in strada: per spostarsi, aiutare l&#8217;ambiente e cavalcare le mode.</strong></p>
<p>Potrebbe essere una nuova serie, e invece «Cycle in  The City» è il passaparola tra blogger eco-friendly, praticanti del  downshifting causa recessione e trendsetter che hanno fiutato il vento  di primavera. «Dal 21 marzo, tutti in bici!», e l’invito si propaga sul  web, via Twitter e Facebook, complice l’aumento del prezzo della  benzina, ai massimi storici.<span id="more-225"></span> Le bici tradizionali, elettriche, da corsa,  con pedalata assistita o addirittura pieghevoli, sono un ormai must,  espressione di quel minimalismo metropolitano che è il contrario del  Suv. Il Comune di Ferrara ha un Cycle Manager (Gianni Stefanati), quello  di Firenze un consigliere delegato alla Ciclabilità (Giampiero Gallo) e  gli altri prima o poi si attrezzeranno. Il bike sharing, dove c’è (come  a Milano, Torino, Roma) è aumentato del 12 per cento, e dove non c’è lo  reclamano. Il marketing si dà da fare: «Che Banca!» regala una bici a  chi apre un conto. Le celebs aiutano chi è in cerca di ispirazione.</p>
<p>Olivia  Palermo si fa notare perché gira in città con la mountain bike, osando  un tacco 12 (sconsigliato) e una Birkin al posto del cestello. La bionda  top model Agyness Deyn è inseparabile dalla sua bici nera, mentre Katy  Perry l’ha scelta di un bel turchese e ci va su come capita, in tuta da  biker, con il casco o con le infradito (sconsigliato anche questo).</p>
<p>Jennifer  Aniston se ne è fatta regalare una da Courtney Cox (recitano insieme in  «Cougar Town») e Olivia Wilde, star politicamente corretta della serie  «Dottor House», la alterna all’auto ibrida. Zooey Deschanel non disdegna  il frivolo abbinamento con le scarpe: bici rossa, decollétée rosse. E  la moda scommette sulla ciclista. «Future is by bike», oltre ad avere  l’aria di un manifesto, è il nome della collezione moda 2011 di Clorinda  Covino, fondatrice del marchio IT: venti pezzi, tra parka, gilet e  caban in nappa tinta o in montone baby lamb «chicco di riso» che si  alternano con gli scamosciati satinati e lane infeltrite. Se poi vedete  una biker molto fashion, giacchettina di nappa con inserti di pitone,  quasi sicuramente ha girato lo stipendio a Philipp Plein, stilista di  culto. Volendo, ci sono bici per sfrenate modaiole: la matelassè di  Chanel, la special edition di Gucci, l’inarrivabile creazione di Agata  Ruiz de la Prada, con le ruote-fiori, quella arricchita con borse e  sacche da Fendi e la rossa Fashion Milano dell’italianissima Cicli  Montante.</p>
<p>Accessoriati «q.b.» (quanto basta) si parte: per un  viaggio Marsala-Torino (dal 26 aprile) sempre festeggiando i nostri  primi 150 anni, per la Giornata di Primavera del Fai (26-27 marzo) per  il Giretto d’Italia (aprile-maggio). O per andare a lavorare  sperimentando l«intermodalità», cioè la combinazione tra due diversi  tipi di trasporto. In questo caso è meglio averne una pieghevole (la più  famosa è la Brompton), altrimenti va smontata e trasformata in un  bagaglio (sul sito Fiab, Federazione Italiana Amici della Bicicletta,  alla pagina «treno+bici», oltre a regole e istruzioni, i consigli per  costruirsi una sacca): come valigia, viaggia gratis. E, sappiatelo,  Bromptoniani, Dahoniani e Grazielliani non sono popolazioni galattiche,  ma tribù di ciclisti che discutono di «intermodalità».</p>
<p>Ognuno ha  poi i suoi riti. C’è Valentina Sanfelice di Bagnoli, napoletana,  presidente nazionale dei giovani imprenditori della Confai, che pedala  allegramente anche per 60 chilometri, c’è Federica Fontana, ex  co-conduttrice di «Guida al Campionato» che fa shopping in bici, perciò  ha bisogno di un cestello non proprio decorativo, c’è il milanese  Claudio Bisio che porta i figli, Alice e Federico, ai giardini di Porta  Venezia, al parco Lambro o al parco Forlanini e sogna un lunghissima  pista ciclabile.</p>
<p>C’è Susanna Tamaro che vive in campagna, a  Orvieto, e raccoglie le biciclette abbandonate, le fa aggiustare e le  conserva in garage «dove le vado spesso a trovare, accarezzandole con le  mani e con lo sguardo. Naturalmente le uso anche, un giorno l’una un  giorno l’altra, per non farle ingelosire». E c’è Milly Moratti: nel  2006, candidata a sindaco di Milano, aveva proposto, da brava ciclista,  di sostituire le auto blu di assessori e dirigenti con bici blu. L’idea  sembrò stramba. Oggi, giurano, sarebbe trendissima.</p>
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		<title>Acqua potabile con una pedalata. Il progetto Cycloclean</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 08:04:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Articolo tratto da La Stampa del 21/02/2011 &#8211; servizio di Federico Guerrini L’idea di usare il moto dei pedali di una bicicletta per generare energia non è nuova – oltre che accendere il fanale del veicolo, con la forza di &#8230; <a href="http://ciclosofo.wordpress.com/2011/02/22/acqua-potabile-con-una-pedalata-il-progetto-cycloclean/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ciclosofo.wordpress.com&amp;blog=1979933&amp;post=220&amp;subd=ciclosofo&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Articolo tratto da La Stampa del 21/02/2011 &#8211; servizio di Federico Guerrini</em></p>
<p>L’idea di usare il moto dei pedali di una bicicletta per generare  energia non è nuova – oltre che accendere il fanale del veicolo, con la  forza di una dinamo qualcuno ha già pensato di alimentare, per esempio,  il caricabatterie dei telefonini in quei paesi dove le prese di corrente  scarseggiano.<br />
<span id="more-220"></span>Alla Nippon Basic di Kawasaki, vicino a Tokyo,  hanno pensato a un utilizzo ancora più originale e, considerando che  ogni anno nel mondo quasi due milioni di bambini muoiono di sete,  senz’altro più utile: sfruttare la forza della pedalata per far filtrare  acqua contaminata in modo da renderla potabile.<br />
L’impianto si  chiama Cycloclean e consiste in una bici sportiva, con gomme a prova di  foratura e un impianto filtrante contenuto in una scatola alloggiata  sopra la ruota posteriore del velocipede. Ai lati della gomma sono  agganciate tre cartucce filtranti.<br />
Senza bisogno di benzina o  elettricità il congegno, collegato alla catena della bicicletta, può  produrre fino a cinque litri di acqua pura al minuto il che è  sufficiente, secondo la ditta che l’ha brevettato, per ricavare con  dieci giorni di lavoro una quantità di liquido sufficiente e dissetare  1.500 persone.<br />
La pompa è in grado di attingere acqua fino a  cinque metri di profondità. “Se puoi pedalare fino a un fiume, uno  stagno o a una pozza – spiega il presidente della società Yuichi  Katsuura – tutto quello di cui hai bisogno è la forza delle gambe per  produrre dell’acqua da bere”.<br />
Cycloclean è stata lanciata alcuni  anni orsono su piccola scala in Giappone; dato anche il costo non  irrisorio – 550.000 yen (4.800 euro) – finora ne sono stati venduti  soltanto duecento esemplari, per lo più a enti locali giapponesi, ma le  recenti emergenze umanitarie in paesi come la Cambogia, le Filippine e  il Bangladesh, stanno spingendo la Nippon Basic ad ampliare la  produzione.<br />
Il Bangladesh è uno dei mercati più promettenti,  tanto che l’azienda ha deciso di produrre in loco, in partnership con un  costruttore di biciclette locale, in modo da ridurre il più possibile i  costi e di conseguenza il prezzo. “La partnership dovrebbe entrare a  regime per la fine di aprile – racconta Katsuura – e puntiamo a una  produzione iniziale di cento-duecento unità all’anno”.<br />
Oltre che  fornire acqua potabile, la Cycloclean secondo gli inventori, potrebbe  rappresentare in futuro una preziosa fonte alternativa di reddito per la  popolazione del Bangladesh, man mano che l’economia del Paese andrà  irrobustendosi e il lavoro delle migliaia di persone che trainano i  risciò sarà sempre meno richiesto.<br />
Tuttavia questo sarebbe  soltanto un effetto secondario per un paese in cui le frequenti  inondazioni e l’opera delle maree infieriscono impietosamente, rendendo  difficile trovare acqua dolce nelle regioni costiere, e dove le falde  acquifere sono spesso contaminate dall’arsenico contenuto nel  sottosuolo. Qui la disponibilità di acqua potabile rappresenta davvero  un’emergenza, e anche una singola bicicletta decontaminante potrebbe  fare la differenza fra la vita e la morte per avvelenamento.</p>
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