Via Francigena e Camino de Santiago ora si possono fare anche in bici

Articolo tratto da http://www.corriere.it, scritto da Elisabetta Curzel. Puoi leggerlo anche qui

Dopo il recupero e la nobilitazione della parola «viandante», il turismo slow pensa alla bicicletta. In Italia è stata infatti mappata la Via Francigena – uno dei più antichi percorsi di pellegrinaggio con destinazione Roma. Un itinerario di 1.027 km, divisi in 23 tappe da 45 km circa ciascuna, va dalla Val d’Aosta alla capitale, attraversa alcune delle zone più suggestive del Paese e può essere percorsa a piedi o in bicicletta, per intero o solo in un tratto, in buona compagnia del proprio smartphone. In Spagna la stessa cosa è stata fatta con il Camino de Santiago: più noto per i pellegrinaggi a piedi a Santiago de Compostela, ma ora mappato per le due ruote.

Via Francigena

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Sulle strade di casa

Certe volte ti rendi conto di quello che hai perso solo ritrovandolo.

Magari non era proprio perso, ma solo accantonato, dimenticato temporaneamente; in ogni caso era in un angolo della tua mente, ma non ti curavi più di lui, come quel gioco da bambino ritrovato in soffitta di cui un tempo non ne potevi fare a meno, ma chissà perché era finito a un certo punto laddove non lo avevi più cercato.

Sabato scorso ho vissuto una situazione di questo tipo.

Paesaggio magari monotono, ma è quello della mia terra!

Paesaggio magari monotono, ma è quello della mia terra!

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Senza sella

Bisogna approfittare di ogni momento di questa strana estate per poter godere di uno dei miei passatempi preferiti, andare in bicicletta.

Così domenica pomeriggio, quasi incredulo per la possibilità di avere un giorno di non-pioggia (ormai dire giorno di sole risulta difficile…) ho preso la mia mountain bike e sono uscito per un giretto, in vista di qualche giro più impegnativo per le prossime vacanze di agosto.

Condizioni climatiche finalmente favorevoli dunque, peccato che a metà del giro previsto, un inconveniente ha reso la mia escursione complicata!

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Da web manager a mago della bicicletta

Articolo tratto da http://www.larepubblica.it, scritto da Sandra Bonzi. Puoi leggerlo anche qui.

La seconda vita di Mario Bucchich.

Si innamora della tecnologia, poi nel 2003 la svolta. Si butta sullo yoga. E scopre le due ruote. “Ho imparato la meccanica da Vanni Pettenella. E andare in bici con lo scatto fisso è una forma di meditazione”.

Mario Bucchich

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I ciclisti? Sono filosofi e non lo sanno

Vi segnaliamo un appuntamento presso Upcycle Milano Bike Café (via A.M. Ampère, 59 – Milano – tel. 02.83428268), così come pubblicato dal sito http://www.upcyclecafe.it

Che cosa hanno in comune, a parte la loro tragica fine, Socrate, il filosofo ateniese che insegnava con il dialogo a “tirar fuori” le idee, e Marco Pantani, il Pirata, che andava più forte degli altri in salita per accorciare l’agonia? E che cosa rende le fatiche di Gino Bartali simili all’ascesi medievale e quelle di Fausto Coppi al meccanicismo cartesiano?

Le biciclette sembrano indicare alle persone la strada della felicità e delle bellezza. Come fa da millenni la filosofia. Di questa cosa ne è talmente convinto il professor Walter Bernardi che, in tempi non sospetti, molto prima dei Mondiali, ci ha scritto un libro: La filosofia va in bicicletta. Socrate, Pantani e altre fughe (edicicloeditore, 176 pagine, 14,50 euro).

Oggi i naturali discepoli di Socrate potrebbero essere, anche se non se ne rendono conto, solo le centinaia di migliaia di ciclisti e cicloamatori che, in ogni paese e a tutte le latitudini, interpretano la vita cavalcando un sellino e guardando il mondo dalla prospettiva dei pedali. Ci deve essere per forza qualcosa di filosofico, un impeto di sano idealismo, nell’animo di quanti affrontano i quarantotto tornanti dello Stelvio e le pendenze superiori al venti per cento del Mortirolo, del Giau e della Marmolada. […]

Giovedì 27 Febbraio ore 19

presso Upcycle Milano Bike Café, via A.M. Ampère, 59, Milano
tel. 02.83428268
La filosofia va in bicicletta. Socrate, Pantani e altre fughe
con Walter Bernardi, professore di storia della filosofia all’Università di Siena
e con Gino Cervi, edicicloeditore

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Bici, due (o tre) ruote in tutta sicurezza

Articolo tratto da http://www.stile.it, scritto da Arianna Curcio. Puoi leggerlo anche qui.

Accessori studiati per rendere più agevoli i percorsi in mezzo al traffico e soluzioni per invogliare al trasporto ecologico.

Desiderio di muoversi in bici accompagnato dalla paura della sicurezza in mezzo al traffico? Le due ruote rispondono con accessori utili alla pedalata cittadina, e si fanno anche in “tre”: è il caso di Kaylad-e, il risultato finale di un progetto di tesi di laurea presentata a fine 2013 dall’industrial designer greco Dimitris Niavis. Un innovativo trike progettato per invogliare il passaggio a mezzi di trasporto più ecologici in modo sicuro, elegante e piacevole. Portapacchi anteriore, sellino spazioso e materiali di nuova tecnologia (dalla batteria, al motore, alle sospensioni), rendono questo prodotto confortevole e resistente al tempo. Inoltre, grazie a un sistema che prevede un telaio in grado di piegarsi a destra o sinistra (simile a quello di un motorino),  anche la pedalata diventa più dinamica.

tre ruote

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Andare in bicicletta non è così facile… La rivoluzione a pedali delle donne afgane

Articolo tratto da http://www.repubblica.it del 10 dicembre 2013, scritto da Paola Richard. Puoi leggerlo anche su qui.

In Afghanistan c’è una squadra di ciclismo femminile che si pone l’obbiettivo di partecipare alle Olimpiadi 2020 in Giappone. Una vittoria per ragazze che hanno voluto sfidare i pregiudizi e mostrare al mondo un volto diverso del proprio Paese. Shannon Galpin, statunitense, innamorata del popolo afgano è l’artefice di questa svolta: “Grazie alla bici sono entrata nella loro vita di tutti i giorni”.

Afghanistan

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